Tel Broshim is the name of a grand farmhouse in Tuscany that after World War II was used for “Hachshara”- the preparation of young Jews for their future lives in the land of Israel. In this seminary participants learned about Zionism, and about life in the Kibbutz. They also practiced daily life in the kibbutz, learned Hebrew and kept an active farm. Lele’s sister, Gabriella, joined this seminary before she made Aliyah. Lele came to visit her sometimes, and on one occasion made a special tribute to the group- the Tel Broshim Haggadah. This spoof of the Haggadah tells of the group’s daily life in the seminary and introduces us to some of the group’s members. This booklet is full of Lele’s characteristic humor and storytelling abilities and yet, so different in its style and design and resembles the letters he used to send to his sister when they were younger. The people appearing in the Haggadah went on to make Aliyah and resided in kibbutz Ruhama, in the southern district of Israel, where some of them, and their families, still live today.

Title page of the "Tel Broshim Haggadah". 
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Tel Broshim era il nome di una fattoria in Toscana (cosiddetta "Hakhsharah") che, dopo la seconda guerra mondiale, aveva la funzione di preparare ed addestrare i giovani ebrei che volevano andare in Israele a vivere in kibbutz. In hakhsharah imparavano ebraico e sionismo, sperimentavano la  vita collettiva  come la si viveva in kibbutz e si occupavano anche di agricoltura. La  sorella di Lele, Gabriella, partecipò all' hakhsharah per prepararsi ad andare a vivere in Israele, insieme ad altri amici e conoscenti. Lele talvolta l'andava a trovare; in una di quelle volte creò l'"Haggadah di Tel Broshim", che descriveva gli avvenimenti del gruppo in hakhsharah. La copertina mostra la strada che conduce a questa casa  di campagna-un viale che sale in collina, fiancheggiato da due file di  cipressi alti e dritti. Anche questa  haggadah, che  si rapporta alla vita quotidiana in hakhsharah e alla vita futura in kibbutz, dimostra una volta le facoltà visuali ed illustrative di Lele, che  la disegnò non solo come un fumetto  pieno di particolari, ma anche ritraendo gli specifici  caratteri  che la popolavano.

I membri del gruppo che compaiono nell'haggadah andarono in Israele insieme, si stabilirono nel kibbutz Ruhama e lì vivono fino ad oggi.

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Comics depicting the daily life at the seminary. 
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Years later, Lele made two monumental works especially for the kibbutz. The two ceramic collections decorate the communal dining hall and depict the twelve tribes of Israel and the Exodus. Several aspects of these works are interesting; for once, the choice of subjects. Both pieces refer to the crucial time during which the Israelites became a nation. The twelve tribes may represent the idea that the people of Israel are made of different groups but they are strong and united together. Zionism and life at the kibbutz are, in this context, the way to reunite all the tribes scattered around the world- Kibbutz Galuyot. Another interesting thing is Lele’s choice of style and his space design, especially in the work depicting the Exodus. This works somewhat resembles the Lachish reliefs discovered in the mid-19th century. The reliefs depict the conquest of Judea by the Assyrians.

Anni dopo Lele fece dono al kibbutz di due pannelli di ceramica, come decorazione del muro esterno del refettorio. Un pannello rappresenta i simboli delle dodici tribù, l'altro l'uscita dall'Egitto. La scelta dei soggetti è interessante, e la si può interpretare in diversi modi: il kibbutz, come luogo di raccolta dei singoli in gruppo, così come le tribù si riunirono a formare un popolo -il refettorio essendo il luogo in cui si riuniva contemporaneamente la maggior parte dei membri del kibbutz, con il suo valore simbolico.

L'uscita dall'Egitto , in quanto collegata alla trasformazione degli Israeliti nel popolo ebraico, e  come simbolo del secondo arrivo nella terra promessa, dopo la Shoah.

L'uso di soggetti biblici per un kibbutz secolare collega il sionismo di oggi al lontano passato, per cui tutti gli individui che si stabiliscono in Israele sono accomunati dalla stessa visione.

Interessante è anche la scelta della composizione nello spazio, che ricorda in qualche modo il bassorilievo dell'assedio di Lakhish, in cui si narrano  viceversa la distruzione e la conquista del paese da parte di Sennacherib, re dell'Assiria. Il bassorilievo venne scoperto nel diciannovesimo secolo; l'originale  si trova al British Museum, ed una copia si può vedere al Museo d'Israele a Gerusalemme.

The twelve tribes of Israel, decorating the entrance to the communal dining hall in Kibutz Ruhama. 
Exodus, Ceramic work decorating the exterior wall of the communal dining room at Ruhama.
Detail.

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